Tutto a posto lì sotto?

Siamo allenate anche lì? 🙂
Sì, intendo dire proprio lì sotto, nella zona tecnicamente chiamata perineo.
O rischiamo con gli anni o in seguito ad un parto traumatico di andare incontro all’incontinenza urinaria o ad un prolasso?
Tra le tante definizioni più o meno tecniche, più o meno dettagliate, del perineo, quella più chiara ed efficace mi sembra questa (di C. Paganotti):
Il perineo è quella regione del corpo che si appoggia sulla sella della bicicletta.
Più chiaro e più facile di così, non si può.
Nel perineo terminano tre canali: l’uretra, la vagina ed il retto.
A tal proposito tempo fa una mia amica su Facebook per scherzo chiese quanti buchetti avessimo li sotto ed alcune donne distratte incredibilmente risposero 2!
Il perineo ha la funzione di chiudere le pelvi, al cui interno sono contenuti i visceri pelvici: la vescica, l’utero ed il retto.
Il piano muscolare del perineo si chiama pavimento pelvico, che è composto da un insieme di muscoli e fasce, maggiormente rappresentati dal muscolo pubo-coccigeo.
Il muscolo pubo-coccigeo è dotato di una duplice azione:

  • esercita la funzione di chiusura e apertura dell’uretra, della vagina e dell’ano;
  • assicura il sostegno degli organi della pelvi.

Un’insufficienza muscolare del pavimento pelvico può determinare come conseguenza una perdita involontaria di urina e/o di feci, e una caduta verso il basso dell’utero e delle pareti vaginali.
Inoltre svolge un importante ruolo nell’ambito dell’attività sessuale, infatti un adeguato tono muscolare favorisce il piacere.
Esso è un muscolo volontario, dunque può essere allenato e rafforzato.
Per chi non è abituato a percepirlo, i primi tempi è difficile da contrarre consapevolmente.
Si può individuare pensando di interrompere il flusso urinario durante la minzione (la prima volta potete anche provare praticamente in bagno, ovvero mentre fate pipì interrompete il flusso, ma non lo fate troppe volte, perché può provocare infiammazioni urinarie).
E non va confuso con altri gruppi muscolari: glutei, adduttori, addominali, diaframma.
Solo dopo aver capito la distinzione, si possono eventualmente abbinare le contrazioni di più muscoli, ad esempio, è molto semplice e piuttosto spontaneo, abbinare l’allenamento del pavimento pelvico con quello dei muscoli adduttori (ovvero l’interno coscia).
I cosiddetti esercizi di Kegel (dal nome del ginecologo statunitense A. Kegel, che li ideò), alla base anche del metodo Pilates, sono appunto semplici contrazioni volontarie dei muscoli del pavimento pelvico.
La posizione migliore per imparare a percepire ed allenare la muscolatura del pavimento pelvico è la stessa che abbiamo visto nell’articolo sulla respirazione, supina con le gambe flesse e poggiate sul pavimento (e con la vescica vuota).
Man mano che ci si allena, si riuscirà a mantenere la contrazione per più secondi.

Pronte a tonificarvi anche lì? Belle, sane e sempre giovani dentro e fuori! 😀

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FattiFurbetta è un blog romano che vuole fornire consigli sull'arte del risparmio. Fondato da Monica, si avvale della collaborazione di un gruppo di amiche, tra le quali Marilena (make up artist), Romina (cuoca provetta) oltre ad una serie di esperte di moda e di shopping come Alessandra e Mariangela. Chiunque voglia fornire spunti, idee e suggerimenti sarà ben accetto nel gruppo. Enjoy and have fun!
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4 risposte a Tutto a posto lì sotto?

  1. Susan Marie ha detto:

    bella lei che ci vuole in forma anche “li sotto” 🙂 credo cmq. che sia un allenamento che farò in “solitaria” 😀

  2. Tamara Coia ha detto:

    Monica, carissima, questo articolo fa proprio al mio caso, come sai ho problemi di salute legato al mio apparato riproduttivo, e proprio a Maggio ho subito un secondo intervento per togliere quanto l’ENDOMETRIOSI, avesse “prodotto” all’interno del mio corpo, beh un bel nodulo nel peritoneo, un altro nel setto retto-vagina, uno nell’uretere, un altro ancora nel tratto utero sacro, e per finire nodulo nel retto. Beh dopo questa bella cinquina gli esercizi sopra descritti li eseguirò tutti i giorni, dal momento che di danni ne sono stati fatti. Un abbraccio. Tamara.

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