Se pensi che la tua sia una vita schifa

Mi rivolgo soprattutto a chi, come me, ha amato perdutamente “Il giovane Holden” del 1951 dello scrittore statunitense J. D. Salinger.
Uno dei più famosi romanzi cosiddetti di formazione,  che affrontano cioè la tematica del passaggio dalla vita adolescenziale, con i relativi disagi e problemi, alla vita adulta.
Ambientato nell’America nel 1947, si svolge in un fine settimana.
E’ narrato in prima persona dal protagonista  Holden Caulfield, un ragazzo di sedici anni,  molto sensibile ed insicuro, con un passato doloroso, che ha problemi di adattamento ed integrazione; “sono fatto in modo schifo” dice Holden di se stesso.
E’ uno di quei libri che ho adorato dalla prima pagina, fino all’ultima, di quelli che non vedi l’ora di avere tempo libero per andare avanti, di quelli che anche se stai facendo altro, la tua mente rimane li e che finisci subito perché è scritto splendidamente ed in modo scorrevole.
Ecco il mio ideale di vita, al mare sotto l’ombrellone in compagnia di un buon libro:

holden

Se dunque vi piace il genere, vi consiglio anche il romanzo “Un giorno questo dolore ti sarà utile”, del 2007, dello scrittore statunitense Peter Cameron.
Qui il protagonista è James Sveck, un ragazzo, di 18 anni che vive a New York, che ama leggere, a cui piacciono i musei, che odia le persone e che riesce a comunicare solo con l’anticonformista nonna Nanette.
“Io mi sento me stesso solamente quando sono solo” dice James.
Molto carino anche l’omonimo film di Roberto Faenza, interpretato da Toby Regbo, con la delicata colonna sonora di Elisa:

Inoltre vi consiglio di leggere “Norvegian wood” (dal titolo della canzone dei Beatles), dello scrittore giapponese Haruki Murakami, pubblicato in Italia la prima volta nel 1993 con il titolo “Tokyo blues”.
Tra l’altro in parte è stato scritto durante un soggiorno dello scrittore a Roma.
La trama si svolge in Giappone, prevalentemente negli anni ’60, all’epoca del movimento studentesco.
Il protagonista è il giovane Tōru Watanabe, che è anche il narratore del romanzo.
Per quanto mi riguarda, probabilmente a causa delle diversità culturali, nel modo di agire e di ragionare, questo libro l’ho apprezzato un po’ meno rispetto agli altri due.
Comunque è molto tenero e toccante ed è un best seller mondiale.
Anche in questo caso esiste l’omonimo film, con la regia di Tran Anh Hung, che è stato presentato in concorso alla 67ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia:

Questi tre i libri, sono indubbiamente diversi tra loro, ma hanno alcune caratteristiche in comune:
i protagonisti che parlano, raccontano e ricordano in prima persona, sono giovani ragazzi di buona famiglia, che vivono in pieno il disagio adolescenziale ed hanno difficoltà ad integrarsi con gli altri e a costruire legami di amicizia, di affetto e di amore, non vanno volentieri a scuola, ma adorano leggere e sono appassionati di letteratura.

Io li ho letti ed apprezzati in età adulta, ma credo siano molto indicati anche e soprattutto per un pubblico giovanissimo.
Non necessariamente solo questi tre libri in particolare, ma in generale i romanzi di formazione contemporanei (perché no, pensiamo alle produzioni italiane, come ad esempio qualcosa di Niccolò Ammaniti o “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Enrico Brizzi).

Senza nulla togliere all’importanza dei classici, spesso a scuola ciò che si studia è lontano anni luce dalla mentalità e dal modo di vedere e di sentire di un adolescente di oggi.
Al contrario una scelta del genere potrebbe alimentare l’amore per la lettura, soprattutto in chi non l’ha di suo.

Complimenti ai professori che tentano di intraprendere coraggiosamente questa strada.

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4 risposte a Se pensi che la tua sia una vita schifa

  1. Davide Di Pietro ha detto:

    Ho condiviso il link di questo tuo articolo su FB visto che alcune studentesse mi hanno chiesto l’amicizia su FB. Chissà, magari finiscono a leggere qualcosa che potrebbe piacergli, visto che sono sempre di umore nero durante le mie ore (d’altra parte, insegnando Matematica, i libri che potrei consigliargli io, me li tirerebbero in faccia :-)) ). Ciao

    • FattiFurbetta ha detto:

      Grazie, gentilissimo! Magari potessi tornare a scuola, ricominciare tutto da capo, studierei con tutto un altro impegno e volontà, anche la matematica 😉

      • Davide Di Pietro ha detto:

        Mi dai l’impressione di una che andava bene a scuola; anche perché vedo che scrivi benissimo: contenuti a parte (che apprezzo) anche il tuo modo di scrivere è molto buono, fluente. Si vede che hai studiato, ah, ah, 🙂

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