Allenamento: dolore e fatica?

Esistono quasi più metodologie di allenamento che iscritti in palestra.
E ciclicamente ne escono di nuovi, più o meno rivoluzionari con talvolta ritorni al passato, come la moda attuale del kettlebell usato dagli atleti dell’antica Grecia!

kettlebells

La cosa che mi infastidisce è che ogni volta sembra che tutto ciò che hai studiato e messo in pratica fino a quel momento, sia sbagliato.
Quando ero ragazza andava di moda l’aerobica, tutti a saltellare per tipo tre quarti d’ora, per non parlare di quelli che saltavano a piedi nudi come insegnava il video di Jane Fonda.
Ovviamente dopo un anno tutti con la sciatica.
Poi è arrivato lo step.
L’epoca risale più o meno ai miei primi corsi di aggiornamento.
Ricordo che ci facevano una capa tanta sull’adeguato numero di bpm (battute per minuto) musicali da utilizzare e soprattutto sulla curva aerobica da rispettare e sui movimenti controindicati, dunque da evitare.
Curva aerobica, in parole povere, vuol dire riscaldamento, aumento graduale dell’intensità, mantenimento della giusta intensità per un periodo di tempo, defaticamento.
“Perchè si bruciano maggiormente i grassi e perché il cuore si allena senza affaticarsi troppo” dicevano.
Trasgredire voleva dire essere bocciato all’esame finale.
Ora c’è chi usa musiche a palla, salta il riscaldamento e zompa su e giù a pie’ pari su due step impilati.
L’allievo esce dalla sala color rosso pompeiano come Fantozzi quando mangia il pomodorino super piccante, ma è felice perché ha bruciato tante calorie e anche per questa volta non è defunto.
E’ ciò che accade, in linea di massima, nelle classi avanzate di interval training che è appunto un esercizio fisico discontinuo, caratterizzato da un’alternanza di esercizi a bassa e alta (o altissima) intensità.
“Perchè il corpo umano è come un automobile, se freni ed acceleri consumi di più!”
Giusto! In effetti anche da profano è un discorso che fila.
A parte il fatto che se il tuo cuore non è in perfette condizioni, rischi di stirare le zampe.
Poi c’è il Pilates che i medici consigliano a chi, ad esempio, soffre di ernia del disco senza sapere minimamente di cosa si tratti, o meglio, in genere pensando che sia simile alla ginnastica posturale.
In realtà è tutt’altro, alcuni esercizi non solo non sono ideali, ma sono addirittura controindicati per determinate patologie muscolo-scheletriche, anche la respirazione è opposta a quella della posturale.
Per continuare il discorso del cambio di tendenza, in sala pesi o body-building sono sempre esistiti macchinari, che tra l’altro costano fior di euro e che sono basati sull’isolamento del lavoro di un muscolo.
Ultimamente va invece per la maggiore l’allenamento funzionale, in tutte le sue possibili varianti, come il crossfit, fino alla follia totale, come dice il nome stesso, dell’Insanity.
Fondamentalmente (a parte il livello di intensità che può veramente rasentare l’insanità mentale) si tratta di movimenti che implicano la contrazione sinergica di più gruppi muscolari e che rispecchiano la funzione naturale del muscolo nei gesti quotidiani.
E quindi “Perché utilizzi il crunch per allenare gli addominali? Forse nella vita quotidiana ti sdrai e alzi le spalle?”
Mah, mi avevano insegnato che il crunch è il movimento base per allenare gli addominali e poi se metti cado, mi dovrò pur rialzare, tanto per rimanere sul discorso funzionale, invece no, non basta.
Se analizziamo nel dettaglio, ogni metodologia si basa sempre su una teoria e dunque su studi scientifici, non è mai totalmente sbagliata o totalmente giusta.
Ogni tipo di allenamento va tarato sul soggetto in questione, sul suo livello di allenamento, sulle sue capacità e soprattutto sulle sue problematiche.
Le metodologie evolvono ma da che mondo è mondo ci sono sempre state persone con bei fisici e persone meno.
C’è a chi basta una corsetta due volte a settimana e chi si uccide di fatica in palestra e resta sempre uguale, con i glutei mollicci come un budino, talvolta peggiora pure.
Personalmente e parlo soprattutto per semplificare, dico: non vi fate abbindolare dalle rivoluzioni.
Scegliete ciò che ritenete adatto a voi, soprattutto ciò che vi diverte e vi fa sentire bene.
Provatelo, dovreste migliorare sia fisicamente che mentalmente, nel senso di essere non solo più magri e tonici, ma di avere più energia e voglia di fare.
Se il giorno dopo invece avvertite, per esempio, mal di schiena, male alle ginocchia, ecc. vuol dire che quel tipo di allenamento non è adatto a voi.
L’80% del lavoro lo fa una corretta alimentazione, per il resto 3-4 ore a settimana di un moderato ma adeguato allenamento e soprattutto la costanza, fanno il restante 20%.
Parliamo ovviamente di persone normali, non di atleti, con un fisico sano ed armonico, niente muscoli esagerati o sproporzioni.
Dunque attenzione, le classi di ginnastica posturale sono sempre più frequentate anche da gente giovane che ha esagerato con la fatica e ne ha pagato le conseguenze.
Buon allenamento a tutti!

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2 risposte a Allenamento: dolore e fatica?

  1. cucinasano.net ha detto:

    Grazie, fattifurbetta! Bell’articolo, interessante e soprattutto utile!

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