10 cause di nervosismo leggendo Facebook

Ho già un po’ parlato di Facebook qui.
Nel frattempo, tanto per confermare la mia coerenza, ora ho un cellulare che si connette ad Internet.
Però ho una scusante, me l’hanno regalato, non l’ho comprato.
La prima conseguenza è stata che la sera non mi addormento, se prima non controllo la pagine di Facebook e Twitter.
Peggioro a vista d’occhio.
Tornando a FB, secondo me, nel bene e nel male, è uno specchio di ciò che siamo.
Non è vero che dietro ad uno schermo del pc (o del cellulare) la gente cambia, al contrario, mostra più chiaramente come è nel profondo.
Io ho quasi tutti contatti di gente che conosco personalmente e l’opinione che ho di loro, guardando ciò che pubblicano e cosa scrivono, non cambia granché rispetto alla vita reale.
Le persone che stimo o quanto meno mi stanno simpatiche dal vero, mi fanno sempre sorridere o riflettere anche nel virtuale.
Le altre mi lasciano indifferente o peggio, mi innervosiscono.
Un social network è principalmente luogo di svago, di passatempo, di scherzo, non è che ci si discuta di massimi sistemi, però c’è differenza anche nel modo di essere “leggeri”.
E poi ricordiamo che tacere, se non si ha nulla di un briciolo significativo da dire, è bello!
Non siamo tutti uguali e questo è sempre un bene, ma alcuni atteggiamenti, giuro, non solo non li condivido, ma non ne comprendo proprio il senso, l’utilità, il bisogno.
Non mi voglio ripetere, visto l’articolo precedente e non è necessario, perché nel frattempo mi sono accorta che ho altro da aggiungere a tal proposito. Ecco dunque altre 10 cause di MIO nervosismo, suscitate dalla lettura di FB:

Primo: l’uso della K al posto del CH.
Se hai più di 15 anni, sei patetico, come una donna anziana con la minigonna.

Secondo: i test.
Esistono test di tutti i tipi: “che fiore sei”, “che personaggio mitologico sei”, “che animale sei”…
Io non dico che non li devi fare, io alle medie rispondevo alle domande più assurde sulle riviste tipo “Cioè”, mi compravo pure i libri con i test di personalità, anche al liceo tiè, ma perché devi pubblicare il risultato?
Ci fosse almeno il test “che rottura di cazzo sei”, sarebbe l’unico utile, scopriresti il vero te stesso.

Terzo: gli status-emoticon.
Robe come “Pincopalla è triste, è arrabbiata, ha fame, ha sete, ha sonno” oppure “Pincopalla è al cinema, è al supermercato, si sta sforzando in bagno”…
Il tutto corredato dalla emoticon corrispondente, nel caso non si fosse capito bene.
Non è un obbligo far sapere luogo e umore e soprattutto non frega nulla al 99,99% delle gente che ti legge.
Se pure lo fai come messaggio subliminale per qualcuno in particolare, sappi che il mistero ha più fascino e che tanto ci sono altissime probabilità che, se non ti cagava prima, a maggior ragione persevererà. E fa bene.

Quarto: il cliccare sui video virali.
Sono video dal titolo accattivante e tentatore, tipo “guarda cosa è successo a questa ragazza quando si è tolta le mutandine”.
Queste perle di interesse, senza che siano state condivise dal porcone, ma solo per il fatto di essere state dal medesimo cliccate, poi compaiono sulla home di tutti gli “amici”.
Sei più dignitoso consultando YouPorn, ovviamente per i cavoli tuoi, senza necessariamente che si sappia in giro.
Almeno se sei zozzo, siilo o essilo o come cavolo si dice, fino in fondo, ecchecca’!

Quinto: le citazioni.
Ora voglio dire, tanto di cappello a chiunque riesca a pubblicare un libro o una canzone e a venderne milioni di copie.
Non mi reputo una snob e vorrei vedere quanti dei cosiddetti snob sarebbero in grado di avere un successo simile.
Ma da qui, a considerare dispensatori di verità assolute, persone come Coelho, Jovanotti, Ligabue o Fabio Volo ce ne passa.
Per non parlare di quelle che prendono ad esempio Marilyn Monroe.
Lo sapete che la poverina, ha avuto una vita di merda e ha sofferto sempre come un cane, sì?
Non è meglio allora se scrivi una frase semplice, anche banale, ma che almeno sia tua?
Mi dicono che adesso usa abbinare un selfie (che ormai tutti sannno essere un autoscatto), con relativa espressione facciale a tema, ad uno di questi aforismi profondissimi.
Non ho avuto ancora il piacere, attendo con ansia.

Sesto: gli status contro il genere maschile.
Donna, tanto si vede che vai disperatamente a caccia, perché se stessi bene con te stessa, taceresti o parleresti d’altro.
Lo capisco io che sono abbastanza di coccio, figuriamoci un uomo, che a leggere certe frasi un paio di domande se le pone.
I maschi possono essere merdosi già lo sappiamo tutti, loro compresi.

Settimo: il conto alla rovescia, il countdown, -3 -2 -1.
Che, più ci dice bene, più inizia da lontano.
E alla fine magari la meta può rivelarsi essere un’appetibile gita a Capocotta.
Che poi pure fosse un viaggio alle Maldive, che scopo interattivo avrebbe? Ah giusto, funge da ausilio per poter affermare successivamente che la gente è invidiosa.

Ottavo: gli status bizzarri.
Ai quali, se malauguratamente chiedi spiegazioni, tipo “Che hai fatto? T’hanno ricoverato al cim?” scopri essere collegata una simpatica catena di Sant’Antonio.
Mi si accappona la pelle poi, per quelle che pretendono essere un ausilio alla lotta contro gravi malattie.
In quale astruso modo credi che una catena scassapalle possa aiutare la ricerca, ad esempio, contro il cancro?
Una donazione magari potrebbe essere un modo leggermente più efficace o una sensibilizzazione su base medico-scientifica, non credi?

Nono: le immagini di violenze, soprattutto sugli animali.
Capisco le buone intenzioni, ma metti un link, che se desidero, apro.
Non mi puoi obbligare a vedere certi orrori, che poi mi sento male tutto il giorno.

Decimo: lo status “buongiorno mondo”, per non dire “buongiornissimo”.
Soprattutto di lunedì! Devo aggiungere qualcos’altro per spiegare la mia idiosincrasia? Lo ammetto, sono un’asociale.

Comunque, ti si perdona se pecchi una tantum, chi non c’è cascato almeno una volta?
E’ la reiterazione che disturba.
E poi ognuno ha le sue stranezze, per quanto mi riguarda, ad esempio, potete pubblicare a iosa foto dei vostri piedi, scarpe, mani e capelli, non mi disturbano affatto.
In particolare i piedi, se storti o bitorzoluti meglio, così a paragone mi sollevo il morale!
Come pure le foto delle pietanze con cui vi ingozzate, sono una mangiona, le apprezzo assai.
Senza parlare di pagine idiote, ma che mi fanno ridere fino alle lacrime, tipo “Io ti maledico“.
Insomma è tutto relativo e soggettivo, anche l’urto di nervi e poi alla fin fine, come sicuramente commenterà qualche sagace, basta non leggere.
Anzi a dirla tutta, mi conviene che continuiate così, fateci dal male (semi-cit), almeno ho spunti per scrivere ulteriori scemenze su questo blog.

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Informazioni su FattiFurbetta

FattiFurbetta è un blog romano che vuole fornire consigli sull'arte del risparmio. Fondato da Monica, si avvale della collaborazione di un gruppo di amiche, tra le quali Marilena (make up artist), Romina (cuoca provetta) oltre ad una serie di esperte di moda e di shopping come Alessandra e Mariangela. Chiunque voglia fornire spunti, idee e suggerimenti sarà ben accetto nel gruppo. Enjoy and have fun!
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4 risposte a 10 cause di nervosismo leggendo Facebook

  1. Gianluca Battista ha detto:

    Complimenti una sintesi veramente acuta particolareggiata e vera delle menate di fb!
    E Grazie sei molto divertente ke altro dire quante kikke d’autore ;-))
    Ciao!!

    • FattiFurbetta ha detto:

      Grazie Gianluca, onorata.
      Prima o poi dirò la mia anche su Twitter, sempre per scherzare ovviamente 😉
      E ricorda, una cosa è certa, c’è molto disagio! 😀

  2. carolina ha detto:

    Apprendo con piacere che la social pagina idiota ” Io ti Maledico” la fa sorridere . Cosa chiedere di meglio .Le assicuro che dietro a ciò che definisce ” idiozia c’è un cervello. Ognuno sceglie i propri percorsi per comunicare. Se tale comunicazione regala un sorriso è un bel risultato non le pare ? La saluto cordialmente .

    • FattiFurbetta ha detto:

      Ahimé idiota non è il termine appropriato, visto che il mio voleva essere un complimento.
      Grazie dell’inaspettato contributo 😉
      Che dire, quasi quasi scrivo qualcosa su Fassbender, hai visto mai mi rispondesse anche lui 😀

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