La Barbie che è in me

Un pomeriggio domenicale, in preda più che mai alla solita pigrizia che mi contraddistingue, mi arriva un sms di una mia amica che mi propone di andare a visitare, al Complesso del Vittoriano, la mostra di Mucha.
Momento di vuoto cosmico, meno male che c’è Google, Alphonse Mucha il simbolo dell’Art Nouveau, famoso anche per i manifesti dell’attrice Sarah Bernhardt.
“Sì, per carità interessante, però boh non sono sicura, è brutto tempo, io i quadri li dimentico appena esco, ho il gomito che mi fa contatto con il ginocchio, c’è l’invasione delle cavallette…”
Lei mi invia il link del museo, lo apro e scopro che nell’ala Brasini c’è la mostra di “Barbie. The icon
Arrivo!!!
Notevole Mucha, in effetti, ma Barbie spettacolare!
Credo sia una mostra perfetta per un pubblico adulto, che vuole compiere un tuffo nella propria infanzia, ma anche per le bambine di oggi, che non possono non rimanerne incantate.
Ricordo che ogni anno i miei genitori, nonni, zii, non avevano dubbi su cosa chiedere a Babbo Natale per me, una Barbie o un accessorio: casa, roulotte, piscina, automobile, cavallo…possedevo tutto il possedibile.
Per non parlare della nonna paterna che mi cuciva personalmente i vestitini, perfetti in ogni minimo dettaglio e che purtroppo io, buttarella come sono, non ho conservato.
Inoltre ho sempre avuto la tendenza ad un aspetto bambolesco, capelli lunghi e boccolosi, vestiti a fiorellini, con i fiocchetti e tanto rosa.
Ad un certo punto mi sono dovuta dare una regolata, perché Barbie tardona fa un po’ tristezza, ma ho resistito finché ho potuto.
La mostra racconta i 56 anni di vita di questa bambola icona.
E’ articolata in cinque sezioni, precedute da una sala introduttiva, dove sono esposti i pezzi rappresentativi dei decenni a partire dal 1959.
Ecco il primo esemplare con la frangetta riccia (peggio della mia quando piove) e gli occhiali da sole tipici dell’epoca.

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La prima sezione è dedicata alla moda, con gli abiti ispirati ai diversi stilisti.
Decisamente spicca su tutte la Barbie Karl Lagerfeld, uguale! Chissà se ciò ha esaudito un sogno segreto di mister Karl.

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La seconda sezione è dedicata alle professioni, con le varie carriere intraprese da Barbie, robetta tipo pilota d’aereo o presidente, perchè il motto è “i can be“.
La terza presenta la famiglia e gli amici, come Skipper e Ken.
La quarta è composta dalle Barbie delle diverse etnie e culture.
Nella quinta sono esposte le Barbie che impersonano le donne icone dei suoi tempi, come principesse, cantanti, attrici.
Vi mostro le mie preferite: Grace Kelly, ovvero la donna più bella, nella storia delle donne belle. Nessuna è più bambola di lei.

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Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany”

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Alexis e Krystle di “Dynasty”

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Olivia Newton John – Sally di “Grease”

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Barbra Streisand e Cher

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E per finire, non posso non citare le Barbie umane.

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La mostra dura fino al 30 ottobre.
Orari: dal lunedì al giovedì 9,30-19,30
venerdì e sabato 9,30-22
domenica 9,30-20,30
Costo 12 €. Bambini dai 4 agli 11 anni 5 €.

Enjoy!

Informazioni su FattiFurbetta

FattiFurbetta è un blog romano che vuole fornire consigli sull'arte del risparmio. Fondato da Monica, si avvale della collaborazione di un gruppo di amiche, tra le quali Marilena (make up artist), Romina (cuoca provetta) oltre ad una serie di esperte di moda e di shopping come Alessandra e Mariangela. Chiunque voglia fornire spunti, idee e suggerimenti sarà ben accetto nel gruppo. Enjoy and have fun!
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4 risposte a La Barbie che è in me

  1. Carolina ha detto:

    Confesso: a me la Barbie “donna normale” mi mette tristezza. Aspirare alla perfezione è un diritto, sognare a occhi aperti pure…Lasciatecelo fare, sia a noi adulte che alle bambine: non serve essere sempre politicamente corretti: tanto lo sappiamo tutte che le misure di Barbie sono umanamente irraggiungibili…C’era bisogno di Barbie-tappa, o di Barbie-sovrappeso? In giro ce ne sono già un sacco, e pure a grandezza naturale :-((( … Io, devo dirlo, sono stata incantata da alcuni abiti, che erano davvero splendidi, ma anche da un modo molto diverso dal solito di fare “quattro passi nella storia”: sì, perché la storia (dell’emancipazione femminile) passa pure attraverso l’evoluzione di Barbie, in effetti. E mo ci abbiamo Barbi traccagnotta, che non fa più l’astronauta, ma tira a campare con un contratto a termine :-(((

    • FattiFurbetta ha detto:

      Ciao Carolina, grazie come sempre per il contributo.
      Pensa che c’era anche Barbie fitness, mi sono rifiutata perfino di fotografarla, perché come dici tu, la Barbie è per sognare.
      Alla prossima!

      • Carolina ha detto:

        Non preoccuparti: renderanno “politicamente corretta” pure quella e prima o poi vedrai “Barbie che sbuffa e si lamenta facendo (male) gli addominali”, oppure “Barbi con il colpo della strega perché non da retta all’istruttrice e non tiene gli addominali nei piegamenti” e, naturalmente, l’apoteosi: “Barbi che salta ginnastica portando il certificato medico finto” . Il mondo cambia…Ma temo di avere qualche titubanza sulla direzione del cambiamento…:-DDDDDDD

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